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Cosa indosso? la LIBERTA’

Per coraggio di abnegazione la donna è sempre superiore all’uomo, cosi come credo che l’uomo lo sia rispetto alla donna per coraggio nelle sue azioni brutali !

Perché proprio questa frase di Mahatma Gandhi, cosi intensa e allo stesso tempo cosi attuale, mi chiederete ?

Cosa indosso? la LIBERTA’

La risposta mi è arrivata grazie ad una’ amica, donna instancabile, mamma, moglie e grande lavoratrice, che da decenni lotta per i diritti delle donne e non solo, che con un semplice messaggio WhatsApp ha mandato a tutte le sue amiche e conoscenti questa meravigliosa locandina con un messaggio apparentemente normale, ” cosa indosso?” seguita da una parola con un enorme forza: “LA LIBERTA“. Un’iniziativa per le DONNE, portata all’attenzione dei cittadini ,da CGIL, che oggi, 30 settembre ha organizzato la mobilitazione generale al grido di “ Riprendiamoci la libertà”  in tutte le piazze d’Italia, contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione del reato di stalking, contro la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime.

 

Tantissime le donne presenti, ma anche gli uomini, che hanno firmato l’appello “Avete tolto il senso alle parole“, per chiedere alle istituzioni – dalla politica alla scuola, dai media alla magistratura – un cambiamento sul linguaggio che riguarda la violenza di genere. Soprattutto da quando, anche attraverso i social, sono aumentati i commenti che offendono le donne per quello che indossano o per i modi di vivere. Tra i firmatari dell’appello, che per ora sono circa 12.000, molti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo.

manifestazione CGIL





“Il giornalismo, quando deve raccontare di uomini torturati, usa appunto la parola ‘tortura’ senza usare giri di parole. E quando invece si parla di stupri, perché bisogna conoscere i particolari di chi lo ha subìto? Perché si deve sapere come una donna era vestita, le strade che frequenta o altre informazioni del genere, che ci umiliano? Basta con i dettagli morbosi. Non se ne poteva più dell’idea che ci sia bisogno dei particolari per descrivere la violenza, perché non si ha il coraggio di discutere della ragione per cui gli uomini la esercitano?” ha chiesto Susanna Camusso, che poi ha aggiunto: “Basta con i silenzi assordanti, deve cambiare il modo in cui si discute, la sensibilità e come si applicano le leggi. A volte sembra sia più importante chi sia lo stupratore e non cosa abbia subìto la donna”. La segretaria generale della CGIL ha ribadito la gravità della depenalizzazione dello stalking, decisa dal Parlamento, che potrà essere scontato in alcuni casi pagando una multa. Concludendo: “Vogliamo un futuro“. Il concetto è stato sottolineato anche da Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, che ha parlato dell’impegno della politica nella capitale per mantenere aperti gli sportelli di ascolto, i consultori e i centri anti-violenza. Numerose le testimonianze delle associazioni.Il fatto strano è, che anche se questi dati sono cosi inquietanti, la gente del sud non si mobilità, passeggiano in piazze domenica senza manifestare un minimo interesse davanti ai gazebi . Distraggono lo sguardo dal futuro dei loro figli ,solo perché ignorano totalmente queste iniziative. Perché le persone si ricordano di una legge, della nontutela dello Stato, solo davanti a delle disgrazie personali? Perché ultimamente abbiamo perso il senso civico e abbiamo prevalso solo quello materiale? Tutto è diventato “carpe diem “,il futuro non esiste più ?   QUI

 

Grandi applausi anche per l’insegnante Rossana Assogna: “Vogliamo pari dignità, la libertà di uscire e vestirci come vogliamo, di avere un figlio senza essere licenziate, di lasciare il nostro compagno senza venire uccise. E quando vi chiedono come ci vestiremo quest’inverno, mi piacerebbe rispondere che ci vestiremo di libertà”.

SUSANNA CAMUSSO

E’ proprio il sud ,che è segnato nei ultimi tempi ,dal sangue di Noemi Durini di Specchia, Lecce uccisa violentemente dal fidanzato 17enne. I dati relativi alla violenza sulle donne parlano chiaro: il nostro Paese è ancora lontano da una soluzione del problema. L’anno scorso sono state uccise 116 donne, praticamente una ogni tre giorni, e il 92% dei killer è un uomo. Si sono verificati 13.000 maltrattamenti in famiglia, e non si contano ormai i casi di stalking, nonostante il numero verde 1522 che offre assistenza a chi si sente perseguitata. Nel 60% dei casi di donne picchiate, il responsabile è un marito, un padre, un compagno.

Anche Eva Santoro, segretaria confederale della CGIL di Taranto spiega : “Alle donne viene sottratta la possibilità di una libertà integra –  perché  ogni volta davanti ad uno stupro o una violenza, quella libertà viene scalfita da frasi del tipo “ma era troppo svestita”, “era troppo ubriaca”, “se l’è cercata”.

Il fatto strano è, che anche se questi dati sono cosi inquietanti, la gente del  tacco, non si mobilità, passeggiano in piazze domenica senza manifestare un minimo interesse davanti ai gazebi . Distraggono lo sguardo dal futuro dei loro figli ,solo perché ignorano totalmente queste iniziative. Perché le persone si ricordano di una legge, della non tutela dello Stato, solo davanti a delle disgrazie personali? Perché ultimamente abbiamo perso il senso civico e abbiamo prevalso solo quello materiale? Tutto è diventato “carpe diem “,il futuro non esiste più ?

Concludo con questi versi “shakespeariani”:

“Per tutte le violenze consumate su di Lei,

per tutte le umiliazioni che ha subìto,

per il suo corpo che avete sfruttato,

per la sua intelligenza che avete calpestato,

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,

per la libertà che le avete negato,

per la bocca che le avete tappato,

per le ali che le avete tagliato,

per tutto questo:

in piedi Signori,davanti a una Donna!”

Care amiche copriamoci di ROSSO 

kiss, kiss with love Francy!
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