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IRIS APFEL

 

 Chi è Iris Apfel ?  Classe 1921 una personalità esplosiva e un ironia rara che la rende irresistibilmente autentica e a tratti naif . E’ probabilmente conosciuta non grazie al suo lavoro di interior designer,  che ha decorato la Casa Bianca per sette presidenti da Truman a Clinton o  businesswoman con clienti come Estée Lauder e Greta Garbo ; ma per il suo stile variopinto da uccello esotico, gli  occhiali tondi  giganteschi da diva che li danno quel  fascino un pò’ nerd e l’immancabile rossetto rosso. Ama definirsi “starlette geriatrica ” e ribadisce più volte che se non avesse avuto il senso dell’umorismo sarebbe già morta.  

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IRIS APFEL

Perché IRIS APFEL è definita naif ? perché  ha il donno di fare delle affermazioni con l’ atteggiamento più innocente e consapevole che ci sia: ” Penso che sia meglio essere felici che ben vestiti ” è questa è una delle innumerevoli battute con quale ogni giorno saluta dal suo profilo Instagram, questa pimpante 95enne di “more is more”.

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Come definire il suo stile ? E’ sicuramente audace, a tratti eccesivo, fatto di sovrapposizioni e da geniali accostamenti dal forte impatto scenografico. Ha infranto le regole Iris Apfel facendo piazza pulita di vecchi miti e tabu, in primis quello dell’età dimostrando che per essere una it-girl non verve avere necessariamente vent’anni :”L’età è solo un dettaglio ” .Il suo stile mixa sapientemente capi haute couture a pezzi vintage  acquistati nei mercatini delle pulci. “ho imparato da mia madre il valore di ogni cosa non quanto costa” . Mi ricordo di aver letto una sua intervista nel “Guardian” in quale raccontava che l’oggetto suo preferito è un anelo di 4 dollari, e non quello regalato dal marito, questa sicuramente lo dice lunga su questa donna.

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Nel 2015 Harold Koda, famoso curatore del prestigioso Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York si ritrovò a dover sostituire una mostra cancellata all’ultimo momento e decise di esporre gli abiti e gli accessori collezionati da Apfel ; ne venne fuori una delle esposizioni di maggior successo del museo intitolata “ROVO AVIS : The irreverent  Iris Apfel “. E’ un evento rarissimo che Costume Institute dedichi una mostra a una singola persona, soprattutto se non è una stilista e se è ancor in vita . Prima di Apfel l’avevano già fatto solo per Jackie Kennedy nel 2001 e dopo di lei per due esponenti dell’ alta società Nan Kempner 2006 e Jacqueline de Ribes nel 2015.

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Questa è parte della sua filosofia di vita :

Non do mai consigli di stile ! la gente si veste male proprio perché vorrebbe delle regole e delle formule di stile belle e pronte – dimenticate le regole, se ti piace indossalo !

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L’età è solo un dettaglio- non importa quanti anni hai. Giovane è solo chi piace a me, chi no è vecchio e brutto.

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Come sono i giovani di oggi? I giovani sono disumanizzati dall’eccesso di tecnologia. Perdono la vita toccando un bottone . hanno perso la curiosità, sono incapaci di relazioni sociali. Non sanno stare in coppia, uno davanti all’altro a scambiare messaggi sul telefonino come fossero dei sordomuti .

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Si può trovare uno stile proprio ? Per trovare uno stile proprio ,devi fare un lavoro d’introspezione, devi conoscere chi sei e, a volte non è piacevole . Prendete la vita nelle vostre mani, siate intraprendenti, esercitate la vostra curiosità, fate esperimenti dal coro . C’è un grande là fuori che vi aspetta.

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Che pensa dei stilisti ? Gli stilisti hanno sbagliato a ignorarci per un lungo tempo.Noi siamo quelle che hanno i soldi per fare shopping , e invece loro fanno gli abiti di 15 mila dollari per chi ha un corpo da 16enne.

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È meglio investire in abiti o accessori?

«Accessori. Io sono una figlia della Grande Depressione: avevamo poco, bisognava stare attenti. Mia madre diceva sempre che, con un abitino nero e gli accessori giusti, potevi creare un centinaio di mises diverse. Compiva autentici miracoli con un semplice foulard. E aveva ragione. Puoi andare in ufficio e poi uscire a cena e persino andare a una serata di gala con gli stessi abiti, cambiando semplicemente gli accessori. I gioielli possiedono uno straordinario potere di trasformazione».

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Lei ha anche la mania degli occhiali… «Mi affascinano fin da quando ero bambina. Ho cominciato a comprarli da ragazzina nei mercatini, senza sapere bene che cosa ne avrei fatto. A volte li provavo, e mi capitava di indossarli per qualche ora, giusto per divertirmi. A un certo punto la vista ha iniziato a peggiorare e ho deciso di mettere degli occhiali che si notassero. Quando mi chiedono perché i miei occhiali sono così grandi, rispondo: “È per vederti meglio, tesoro!”. Senza volerlo, sono diventati la mia firma».

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Bisogna vestirsi per piacere? «Non si può piacere a tutti. Io mi vesto per me stessa, e poi accada quel che accada. Se ad alcune persone non piacciono i miei vestiti, è un problema loro. Detto questo, non ho mai indossato qualcosa che non piacesse a mio marito. Amava molto la moda, era un tipo in gamba. Conservo ancora l’abito che ho indossato al nostro primo incontro, sessantotto anni fa».

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Bisogna vestirsi in base alla propria età? «Certo, non si mette la minigonna a 75 anni. Si evitano i vestiti sbracciati, i capelli lunghi, il trucco eccessivo. Non c’è nulla che invecchi una donna quanto il tentativo di sembrare giovane, ma ciò non toglie che si possa essere irresistibili a qualsiasi età, come diceva Coco Chanel. Personalmente non ho mi sono mai truccata tanto, l’ombretto invecchia molto, fa vedere tutte le rughe, alla fine arriverai a sembrare una vecchia tartaruga. Non dovete avvicinarvi alla fossa come delle fuddy-duddy ma in maniera appropriata. Basta scegliere il vestito in base all’occasione. Non si va al ristorante con le infradito, non sono adeguate. Ho l’impressione che oggi il concetto di “adeguato” sia stato un po’ dimenticato: la gente non vuole più fare fatica».

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Di quali donne apprezza lo stile? «Molte sostengono di avere uno stile personale, ma provate a girare per le strade di New York in inverno, e avrete l’impressione di essere circondati da tanti cloni. Tutte le ragazze – proprio tutte – portano stivali neri, collant neri, un cappello nero e un giubbotto di pelle nera. È rarissimo vedere anche solo qualcosa di marrone. Lo fanno perché vogliono sentirsi accettate? Fare parte di un gruppo? O forse hanno paura di commettere un errore, visto che tutto costa caro? Non so cosa rispondere, ma che noia! La vita è già grigia, perché indossare quello che indossano tutti gli altri?».

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Che cosa vorrebbe dire alle donne che non osano? «Provate! Lanciatevi! Che cosa potrebbe succedervi di tanto terribile? Non esiste una polizia della moda pronta ad arrestarvi. Nessuno vi sbatterà in prigione!».

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IRIS APFEL-Da che cosa potrebbero cominciare? «Ogni donna deve trovare la propria strada. Non è detto che quello che piace a me piaccia anche a lei, e viceversa. Bisogna conoscere il proprio fisico, osservarsi da dietro. È pazzesco il numero di donne che non si guarda mai da dietro… E poi bisogna provare capi diversi. In questo i marchi di fast fashion sono un grande aiuto: non costano molto e permettono di sperimentare. Occorre imparare a mescolare i capi chic a quelli di basso costo. Le donne non osano, pensano che l’abito di uno stilista debba essere indossato necessariamente con dei gioielli preziosi. Ma non è vero! Mescolare tutto è molto più divertente».

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Si può avere stile anche senza soldi? «Le persone più eleganti che ho conosciuto nella mia vita non avevano soldi. Puoi comprare la moda, ma non lo stile, che fa parte dei tuoi geni. Dopo la Seconda guerra mondiale ho viaggiato molto e ricordo ancora oggi delle donne napoletane che non avevano assolutamente niente, ma che risultavano straordinariamente eleganti anche con addosso due stracci. Negli anni ’70, i ragazzi di Harlem avevano uno stile unico. I ricchi acquistano tanti bei capi costosi, ma non è detto che sappiamo anche come indossarli».

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E se non si possiede il gene dell’eleganza?«Vede, non è che tutti sono costretti a essere eleganti. Ci sono tante altre cose importanti nella vita. Se è qualcosa che ti appartiene, che fa parte di te, e se la sai coltivare, allora va benissimo. Altrimenti, si può avere una vita piena e realizzata anche senza la moda. È molto meglio essere felici che vestiti ben

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Perle di saggezza :

1. «Quando non ti vesti come tutti gli altri non devi neanche pensare come tutti gli altri».

2. «Se non conosci te stessa non potrai avere mai un grande stile. Non sarai mai veramente viva. Per me il peggiore passo falso nella moda è quello di guardarsi allo specchio e non riconoscere te stessa».

3. «Non vedo nulla di così sbagliato in una ruga. È un sorta di distintivo di coraggio».

4. «Non sono bella, e non lo sarò mai. Ma non importa. Posseggo qualcosa di molto meglio: lo stile».

5. «Per vivere da vera newyorkese le due cose più importanti per una donna sono un autista e un cappotto foderato di pelliccia».

6. «La moda è qualcosa che puoi comprare, lo stile è ciò che possiedi dentro di te».

7. «Se sei pettinata bene e indossi un bel paio di scarpe te la puoi cavare in ogni situazione».

8. «Non ci sono mappe né regole per lo stile. Si tratta di saper esprimere te stessa e, soprattutto, avere attitude».

9. «Non mi vesto per essere osservata. Mi vesto per me stessa».

10. «Se non sei interessata, non sei neanche interessante».

11. «Nella vita devi provarci, sempre. Hai un solo viaggio. Devi ricordatelo».

12. «Smettere di divertirsi con la moda significa quasi morire. Devi sempre assecondare la tua fantasia».

13. «A Downtown –  Manhattan, New York, – la gente crede di essere alla moda. Ma vestono tutti di nero. Quello non è avere stile. È portare un’uniforme».

14. «Il segreto per avere stile è capire chi sei. E questa è una cosa che richiede anni e anni».

15. «Sono ispirata da tutto ciò che attorno a me. Sono ispirata anche dal solo fatto di essere viva, di respirare e di incontrare persone, parlare con la gente e assorbire ciò che accade attorno a me. Penso che se la gente lo facesse più spesso avremmo della moda migliore».

16. «Non ho nessuna regola, anche perché le infrangerei tutte».

17. «Se dovessi per forza scegliere tra spendere molti soldi per gli accessori o un vestito, di sicuro sceglierei gli accessori. Credo che siano i gioielli a cambiare un look, più di ogni altra cosa».

18.  «Tutto è connesso. La politica, l’economia, la scienza e la moda sono tutte collegate. Se guardi un abito puoi vedere che è influenzato da tutte queste cose. Puoi addiritura capire cosa stesse succendendo nel periodo in cui è stato realizzato».

19. «Non mi interessa cosa hai mangiato a pranzo o con chi passi la notte – se sei così fortunata. Non deve interessare a nessuno cosa fai nella tua vita privata».

20. «’Vivi e lascia vivere’ è il mio motto. Non me ne sto seduta a giudicare gli altri. È comunque più importante essere felici che vestite bene».

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L’idea di stile di Iris Apfel ruota attorno all’idea di unicità, per cui ognuno dovrebbe cercare un proprio stile personale, contrariamente all’omologazione piuttosto diffusa. Cerca di non vestirsi due volte allo stesso modo, e di variare accostamenti ogni volta. «Mi piace improvvisare. Penso sempre che mi piace fare le cose come se stessi suonando jazz. Prova qui, prova là. [..] Mi piace più il processo che mi porta a scegliere cosa indossare, che indossare qualcosa. La cosa più bella è prepararsi per una festa: chissenefrega di andare a una festa. Il punto è vestirsi per andare a una festa».

kiss, kiss with love Francy!
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