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 La storia del tartan, dal medioevo a oggi !

La storia del tartan dal Medioevo a oggi! Pensavi che la fantasia scozzese fosse nata nelle Highlands? Sbagliato. Pensa un po’: risale addfirittura al buio Medioevo.Vi racconterò in poche righe la storia affascinante del tartan, tornato prepotentemente alla ribalta quest’autunno. 

 

La storia del tartan, dal medioevo a oggi !

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This machine, exposed in a tartan factory in Edinburgh, is used to produce the famous tartan pattern.

Conosciuto in Italia come “scozzese” il tartan, tipico tessuto a quadri ottenuto tramite l’intreccio di fili colorati, ha origini molto lontane. Risale infatti al Medioevo, ma a quei tempi esisteva solo sotto forma di toga o plaid. Il termine inglese Tartan deriva dal francese Tiretain, che probabilmente deriva a sua volta dal verbo Tirer, in riferimento alla tessitura del tessuto in contrapposizione al panno in tinta unita. Un’altra possibile origine del nome lo farebbe risalire al termine gaelico tarsainn che significa “attraverso”. All’origine era fatto esclusivamente con filati di lana cardati, poi anche pettinati, ed in seguito fatto anche con filati di seta, di cotone e fibre artificiali. L’armatura originale è stata il batavia, seguita poi dal taffetà ed ora è più comunemente in saglia. Il peso varia moltissimo a seconda dell’uso: da 250 a 550 g/mq nella confezione maschile e un poco meno nella femminile, da 100 a 150 g/mq nella cravatteria fino a 500-700 nell’arredamento. Il tartan classico di lana cardata si presenta leggermente elastico e ha buone capacità isolanti. È però soggetto a perdere peluria e a infeltrirsi.

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La parola tartan indica il caratteristico disegno quadrettato generalmente riprodotto su un tessuto di lana. Anticamente i colori erano ottenuti da tinture vegetali ricavate facendo macerare varie radici di piante locali, muschio e fiori. Oggigiorno si usano, ovviamente, tinture chimiche per ottenere le varie sfumature.

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Le origini dei clan della Scozia e del loro caratteristico abbigliamento sono controverse. Eppure la loro storia può essere fatta risalire con certezza alla metà del 5° secolo, prima in Irlanda, da dove gli antenati degli attuali Scozzesi provengono. Qui il re, conosciuto come, Niall Noigiallach, prima si espanse nel Ulster e poi i discendenti della dinastia Niall attraversarono il mare per approdare nella “Nuova Irlanda” per i suoi scozzesi nella terra che oggi porta il loro nome.

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Alla base del clan c’è una famiglia, un ceppo principale con rami cadetti e rami collaterali. In Scozia il termine clan è venuto a designare un gruppo di famiglie insediatosi in una località definita, una forra, per esempio, o un’isola. Il disegno di ogni tartan è stato stabilito dal capo del clan (in base a ritratti di famiglia e altre testimonianze) su approvazione della Lyon Court e la descrizione è registrata ufficialmente nel Registro pubblico di tutti gli stemmi e le insegne.

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Mosman;_John Campbell 1749

Tutti conoscono il gonellino dei reggimenti scozzesi e dei suonatori di conrnamusa nonché di molti scozzesi. Tuttavia l’antico indumento degli uomini delle Higland scozzesi non era un gonellino di questo tipo, ma un “plaid” stretto da una cintura.
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Il “plaid” (féileadh-mór o «grande scialle» era un ampio taglio di stoffa, dai quattro metri e mezzo ai cinque metri e mezzo circa di lunghezza e largo quasi due metri. La parte superiore ricopriva le spalle; era stretto alla cintura e la parte inferiore ricadeva fino alle ginocchia. Agli inizi del XVIII secolo, la parte inferiore del “plaid” trattenuta dalla cintura (féileadh-beag o «piccolo scialle» era generalmente usata come un gonellino. E da allora il gonnellino, o kilt, è diventato il costume tradizionale degli abitanti delle Highland, l’uniforme del loro reggimento e le attività all’aperto, in alcune occasioni sociali come matrimoni e danze; oggigiorno molti abitanti delle Highland lo indossano come abito di tutti i giorni.
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La grande linea di demarcazione della storia dei tartan scozzesi fu segnata dalla rivolta giacobina del 1745. Dopo la sconfitta del principe Carlo Edoardo Stuart e dei seguaci delle Highland,vennero approvate molte leggi che, per disarmare gli uomini di quella regione e distruggere lo spirito dei clan, vietarono di indossare il costume tradizionale. L’interdizione durò  trentasei anni ed ebbe tra le tante infelici conseguenze quella di far sì che l’antico metodo delle tinture vegetali non venisse tramandato alla generazione successiva. Tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo ci fu una notevole rinascita letteraria del sentimento nazionale scozzese. Dopo ogni tentativo che era stato fatto per distruggere la loro antica organizzazione in clan e del loro caratteristico abbigliamentoquesti ora sono riconosciuto e stati adottati come gli emblemi propri di tutti gli scozzesi di tutto il mondo.

 

 

clan tartans sono usati comunemente dagli uomini; i dress tartans, con i loro colori vivaci e lo sfondo bianco dalle donne; i mourning tartans sono adottati in occasione di lutti; gli hunting tartans, dai colori scuri e smorzati, sono indossati per la caccia o altre attività sportive; i chief’s tartans, sono personali dei capi e dei loro famigliari.

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I tessuti tartan ne esistono tipi molto diversi, ognuno dei quali, a partire dalla fine del 1700, rappresenta un clan delle famiglie dell’alta società scozzese. È la Regina Vittoria nel 1800 a renderlo status symbol, sfoggiandolo, con il marito Alberto, durante i loro soggiorni a Balmoral.
Entra nel mondo della moda dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il kilt diventa un capo popolare tra le persone comuni. Anche le star hollywoodiane lo sfoggiano. Famoso lo scatto del 1950 che ritrae Audrey Hepburn a Londra con una giacca scozzese e un papillon. O quello del 1964 che vede Brigitte Bardot sfoggiare un kilt con un pull rosso a mezza manica e tanto di fiocco abbinato sul capo.

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Il tartan nei decenni scorsi. In versione moderna, negli anni 70, diventa il simbolo delle ragazze Preppie e Ivy League, mentre in chiave punk, che stravolge la sua essenza bon ton, diventa simbolo di ribellione.

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Negli anni 80 arriva sulle passerelle sotto forma di pantalone.

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E negli anni 90, con il grunge – corrente anti-moda nata in seno a band rock come i Nirvana e i Pearl Jam – torna a essere protagonista in una versione totalmente effortless e in un mix di sovrapposizioni. Ancora oggi è oggetto dell’estro dei più grandi fashion designer.

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Indossalo così! Se ti piacciono i look vintage anni 60 scegli un capospalla tartan con linea ad A. Spalle larghe e effetto over se lo stesso cappotto lo vuoi in versione 80’s.

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kiss, kiss with love Francy!
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